TORINO – Il mondo del calcio e della finanza globale è scosso da un’indiscrezione che, se confermata dai fatti, rappresenterebbe l’operazione di M&A (Mergers and Acquisitions) più imponente della storia dello sport mondiale. Secondo alcune rinomate fonti vicino all’operazione, Tether, il colosso mondiale delle stablecoin guidato da Paolo Ardoino, avrebbe messo sul piatto una nuova, mostruosa offerta per l’acquisizione della Juventus Football Club.
Non si parla più degli 1,1 miliardi di euro circolati nelle scorse settimane e ufficialmente respinti da Exor il 13 dicembre 2025. La nuova proposta sul tavolo di John Elkann ammonterebbe a 10 miliardi di euro. Una cifra astronomica che non comprenderebbe solo la maggioranza del pacchetto azionario del club, ma l’intera galassia degli asset connessi: dallo Juventus Stadium alle infrastrutture della Continassa, fino ai diritti d’immagine e ai progetti immobiliari collegati.
Un’offerta fuori mercato: perché 10 miliardi?
Per contestualizzare la portata dell’offerta, basti pensare che la valutazione attuale della Juventus in borsa oscilla sotto il miliardo di euro. Un’offerta da 10 miliardi rappresenta un premio superiore al 1000% rispetto al valore di mercato.
Perché Tether dovrebbe spingersi a tanto? La risposta risiede nella strategia di diversificazione del colosso crypto. Con utili dichiarati che nel 2025 hanno toccato cifre record (si parla di oltre 15 miliardi di dollari), Tether ha la liquidità necessaria per trasformare la Juventus non solo in una squadra di calcio, ma in un hub tecnologico e finanziario globale. L’obiettivo sarebbe integrare blockchain, pagamenti in USDT e nuove forme di engagement dei fan su una scala mai vista prima.
Cosa include il pacchetto “All Assets”
L’offerta da 10 miliardi di euro non mira solo al rettangolo verde. Tether punta a:
- Proprietà totale dello Juventus Stadium: l’eliminazione di qualsiasi vincolo o leasing residuo.
- J-Village e Real Estate: il controllo completo sull’area della Continassa, hotel e centri medici inclusi.
- Digital Assets e IP: lo sfruttamento globale del marchio Juventus nel Web3 e nel metaverso.
- Liquidazione completa dei soci di minoranza: un’OPA finalizzata al delisting immediato dalla Borsa di Milano.
Il bivio di Exor: il legame secolare contro la “proposta irrinunciabile”
Fino a pochi giorni fa, la posizione di Exor era stata granitica: “La Juventus non è in vendita”. John Elkann, nel centenario della proprietà della famiglia Agnelli, aveva ribadito il legame affettivo e storico con il club. Tuttavia, di fronte a una cifra come 10 miliardi di euro, il dovere fiduciario verso gli azionisti di Exor impone una riflessione profonda.
Secondo le ultime indiscrezioni, Elkann starebbe valutando seriamente la proposta. Il motivo non è solo economico, ma strategico. In un calcio europeo sempre più dominato dai fondi sovrani mediorientali e dai giganti americani, la Juventus necessita di un’iniezione di capitale costante per rimanere competitiva ai massimi livelli della nuova Champions League e del Mondiale per Club.
“Un’offerta da 10 miliardi non è un acquisto, è un atto di ridefinizione del mercato,” commenta un analista finanziario di Londra. “Se Elkann accettasse, Exor realizzerebbe una plusvalenza tale da poter rifinanziare l’intero comparto industriale della holding per i prossimi vent’anni.”
L’impatto sul calcio italiano e globale
Se l’affare Tether-Juventus dovesse andare in porto, la Serie A diventerebbe istantaneamente il centro nevralgico degli investimenti tecnologici applicati allo sport.
- Potere d’acquisto illimitato: Con Tether alle spalle, la Juventus tornerebbe ad essere la regina del calciomercato mondiale, potendo competere per i migliori talenti del pianeta senza i vincoli del settlement agreement della UEFA.
- Innovazione Crypto: Torino diventerebbe la capitale mondiale dell’integrazione tra finanza decentralizzata e sport professionistico.
- L’effetto domino: Altre grandi potenze economiche potrebbero essere spinte a investire in club storici italiani, alzando il livello dell’intera competizione.
Conclusioni: Verso una nuova era?
Siamo di fronte a un momento spartiacque. La resistenza di Exor è stata finora una questione di orgoglio e tradizione, ma la pragmatica della finanza moderna suggerisce che ogni asset ha un prezzo. E il prezzo fissato da Tether sembra voler chiudere ogni discussione.
Resta da capire come reagiranno le autorità regolatrici (FIGC, UEFA e autorità finanziarie) a un ingresso così massiccio del mondo crypto nel cuore pulsante del calcio europeo. Per ora, i tifosi bianconeri restano col fiato sospeso: il futuro della Vecchia Signora potrebbe presto parlare la lingua dei bit e delle stablecoin.
